In questo episodio parliamo della Canon Powershot G9, una compatta del 2007. Fa parte della nota serie "G”, ovvero le compatte premium (con dimensioni leggermente maggiori) della casa.
Questo articolo fa parte di un progetto volto a riscoprire la fotografia CCD, se desiderate approfondire è presente un’introduzione esplicativa.
SCHEDA TECNICA:
Sensore: 1/1.7” CCD (7.44 x 5.58 mm)
Megapixel: 12 (4000x3000 pixel)
Formato immagine: 4:3
Escursione focale: 35–210 mm (equivalente 35mm)
Apertura massima: F 2.8-4.8
Stabilizzazione ottica: Sì
Tempi di scatto: 15 S - 1/2500 S
Gamma ISO: 80-1600
Presenza controlli PASM: Sì
Formato RAW: Sì
Distanza minima messa a fuoco: 1 cm
Dimensioni schermo: 3 pollici
Risoluzione schermo: 230.000 dots
Schede di memoria compatibili: SD/SDHC
Dimensioni: 106 x 72 x 43 mm
Peso: 370 g
Batteria: al litio

L’esperimento di questa puntata riguarda una compatta premium, dotata di uno zoom con un’escursione focale relativamente ampia. La mia attenzione è stata catturata dalla risoluzione non eccessiva e dai numerosi comandi fisici, quasi retrò. Per il resto mi sono concentrato su cosa si poteva ottenere di “serio”, sfidando i limiti tecnici. C’è da considerare il limite del grandangolo a 35mm, insieme a quello del sensore CCD per il quale alzare gli ISO non è raccomandato. Va detto però che la stabilizzazione ottica risulta efficace.
I colori sono
attraenti, tipici della produzione Canon; il bilanciamento del bianco appare piuttosto accurato, con una lieve tendenza verso le tonalità più fredde. Le immagini risultano piacevolmente contrastate, e i colori non sbiadiscono nemmeno nel controluce. In generale è opportuno sfruttare la sensibilità base di 80 ISO per ottenere immagini pulite e senza particolari difetti.
Come prevedibile sono presenti i controlli PASM, per impostare i parametri a piacimento. Non male la durata massima di scatto, 15 secondi, buona la minima di 1/2500 si secondo; in genere scatto in priorità di apertura, tenendo il diaframma più aperto possibile.
Un’altra caratteristica simpatica delle compatte sono le inquadrature macro, qui possibili fino ad un centimetro di distanza. Non si avrà la qualità di un obiettivo dedicato, ma per qualche
scatto divertente va benissimo. A dirla tutta è molto meglio delle fotocamere macro presenti sugli smartphone, con definizione e sfocato apprezzabili.
Nota dolente, scordatevi grandi sfocati con questo modello; ho tentato qualche esperimento in tal senso ma i risultati non sono stati lusinghieri. Bisogna spingere lo zoom al massimo (o quasi) per tirar fuori qualcosa, altrimenti si incappa nei soliti
sfondi piatti. Se non altro, quando lo sfocato appare non risulta particolarmente affollato, il problema è ottenerlo.
In definitiva qual è l’utilizzo ideale per questa fotocamera? La Canon in prova è ideale soprattutto per una persona che vuole sperimentare, grazie ai numerosi controlli manuali, ma anche da chi vuole ottenere immagini dignitose. Ottima per praticare diversi generi, dai paesaggi ai ritratti; l’escursione focale la rende più versatile di tanti modelli simili, e la nitidezza dell’obiettivo rappresenta un valore aggiunto.

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E ora passiamo a qualche aspetto più tecnico prima delle considerazioni finali.
In quanto a qualità costruttiva, la fotocamera si presenta con un corpo quasi interamente in metallo. L’assemblaggio è curato, e sotto il corpo si legge la dicitura “made in Japan” che ricorda altri tempi. Il corpo appare piuttosto cicciotto e anche il peso si sente, insomma non è certo la più tascabile. C’è una presa per le dita sul lato anteriore che per quanto non solidissima risulta utile.
Utilizzare la Canon G9 risulta intuitivo, tutte le cose sono al loro posto, il menu è facile e immediato. E' presente una ghiera ISO dedicata sul lato superiore, davvero comoda; presente anche un comando per compensare l’esposizione. La ghiera risulta scomoda e scivolosa nell’uso; essendo concentrica col selettore direzionale capita di metterci molto nel ruotarla, oppure di selezionare involontariamente altro. Lo schermo, per quanto non molto definito, è utilizzabile in esterno anche con luce intensa.
Le prestazioni sono in generale buone, il sistema non è una scheggia ma nemmeno presenta tempi di attesa biblici. La messa a fuoco è buona, abbastanza veloce con leggere difficoltà in carenza di luce. L’obiettivo ha una qualità eccellente: ottimo a tutte le focali, non perde mai un colpo. A mio parere uno dei migliori in ambito compatte. La velocità di funzionamento dello zoom risulta nella media, appare solo leggermente rumoroso, niente di grave.
Le immagini native in Jpeg risultano già valide, con un ottimo bilanciamento tra definizione e riduzione rumore. Lavorando i raw, è presente il profilo incorporato (quantomeno in Lightroom); questo consente di utilizzare il colore originario Canon, pur senza la correzione automatica dell’obiettivo.
Il rumore è ragionevole fino a 800 iso, soprattutto sui jpeg. Giunti a 1600 ISO la grana è forte e i colori iniziano a sbiadire, ma le immagini risultano ancora utilizzabili.
Le aberrazioni cromatiche sono sempre presenti, ma non risultano eccessive.
Lavorando i Raw si può spremere qualcosa di più dal sensore, lavorando leggermente con luci e ombre (senza aspettarsi miracoli). In termini di definizione suggerisco di non applicare alcuna riduzione del rumore, ma solo un leggero aumento della nitidezza; in questo modo si ottengono delle immagini veramente pulite.

CONCLUSIONI
In definitiva la compatta in prova risulta un prodotto valido sotto molteplici aspetti: versatile, qualitativa, sfruttabile senza troppi sacrifici. L’obiettivo risulta eccellente, la qualità d’immagine ottima, l’usabilità buona. Se non vi disturbano dimensioni e peso leggermente superiori alla media, nonché il grandangolo a 35mm, consiglio vivamente l’acquisto del modello, ideale per divertirsi con la fotografia digitale CCD.
Paolo Marucco @135landscape
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