Passa ai contenuti principali

A tu per tu - Daniele Vecchi

Daniele Vecchi è un fotografo paesaggista del quale abbiamo avuto modo di visionare i suoi scatti pubblicati su Instagram. Daniele si dedica prevalentemente al paesaggio naturale, con poche concessioni agli elementi umani e con grande attenzione alle condizioni di luce più valorizzanti. 

© Daniele Vecchi


Raccontaci di te e di come ti sei avvicinato alla fotografia.
 
Fin da adolescente, soprattutto negli ultimi anni della scuola dell’obbligo, rimanevo affascinato e ipnotizzato, per così dire, osservando le cartoline dei luoghi visitati durante le gite scolastiche o familiari. Successivamente la mia curiosità è stata coltivata divorando riviste del settore. Ad oggi non saprei spiegare perché, a distanza di molto tempo (e più precisamente ventiquattro anni fa) scoccò la scintilla che ha portato a comperare il primo set fotografico e iniziare questa bellissima avventura.

© Daniele Vecchi
 
Quali sono i tuoi fotografi di riferimento?
 
I fotografi che mi ispirano e che seguo sono Nick Page, Mads Peter Inversen, Isabella Tabacchi, Niccolò Talenti, Gaspare Silverii e Maurizio Pignotti. Ce ne sono altri, ma la lista si allungherebbe troppo. 

© Daniele Vecchi

Guardando nella tua galleria ci ha colpito molto la scelta di post-produrre le tue foto con toni molto caldi o molto freddi, enfatizzando le condizioni di luce. Potresti parlarci di questa tua propensione?
 
Nella fase di post-produzione la mia propensione è orientata a voler trasmettere le mie emozioni, il mio carattere, il mio modo di interpretare la realtà.
Le tue foto seguono spesso schemi precisi di composizione: viene posta molta cura a tutti gli elementi quali primo piano, soggetto, linee convergenti, equilibrio tra gli spazi, ecc. Quanto impegno dedichi allo studio di un’inquadratura?
La composizione è la componente più importante nella fotografia, in particolar modo in quella paesaggistica; direi che senza una buona composizione sarebbe a rischio la qualità del risultato finale. Dunque, il tempo che dedico allo studio dell’inquadratura è davvero tanto. 

© Daniele Vecchi

Che tipo di attrezzatura utilizzi solitamente per fotografare? Utilizzi qualche tecnica particolare? 

Ho iniziato con una reflex full frame a pellicola, poi dal 2011 mi sono convertito al mondo del digitale e infine sono passato alle mirrorless. Utilizzo molte tecniche durante lo scatto, tra le quali: focus stacking, bracketing dell’esposizione, time blending, sia singolarmente che in combinazione. 

© Daniele Vecchi

Di tutte le foto che hai scattato, quale preferisci? Parlaci della sua genesi. 

La foto che preferisco l’ho scatta sulle Dolomiti: sono luoghi che visito spesso, molto iconici. Dopo diversi tentativi, ho trovato le condizioni di luce ottimali nel periodo dell’anno che desideravo. 

Le tue fotografie sono attualmente esposte in qualche mostra, o lo sono state di recente? 

Non ho mai partecipato a mostre, ma non escludo di farlo in futuro.

© Daniele Vecchi

Quali progetti intravedi nel futuro per la tua attività fotografica? 

Per quest’anno conto di visitare luoghi relativamente vicini, brevi uscite di 4-5 giorni al massimo ma in periodi dell’anno diversi. Raccontare il mutare delle stagioni è sempre stimolante. 

Qual è il tuo rapporto con i social network? Pensi che siano utili a farti crescere come artista? 

Credo che sia un ottimo strumento per la diffusione del proprio lavoro, per quanto solo di recente ho iniziato a pubblicare i miei scatti.

© Daniele Vecchi
 
Ringraziamo Daniele per averci concesso l’intervista, se considerate i suoi lavori interessanti vi invitiamo a seguirlo/a tramite i suoi profili social.

Instagram @xpressfhoto


>> Link a tutte le interviste <<


Commenti

Gli articoli più letti

Helios 44 58mm F 2.0 (versione 44M) - Recensione

QUALITA’ COSTRUTTIVA L’Helios44 58mm F2 presenta una costruzione solidissima, interamente di metallo, probabilmente di buono spessore considerato il peso. Di questo materiale infatti sono costituiti il corpo principale, la filettatura dei filtri e le ghiere. L’assemblaggio risulta meno curato: il corpo principale presenta dei piccoli giochi, la ghiera dei diaframmi ha un meccanismo perfettibile e quella di messa a fuoco risulta troppo dura, come se le viti di regolazione della stessa fossero state strette troppo. Per quanto l’obiettivo in nostro possesso sia stato revisionato, evidentemente non era possibile trovare una regolazione di compromesso: altri utenti dell’Helios 44 riportano invece problemi con ghiere troppo lasche. Piacevole invece il selettore A/M vicino all’innesto, sia da vedere che da azionare. Sono presenti piccole viti a vista, non fastidiose, ma troppe e antiestetiche lato innesto. ERGONOMIA L’obiettivo si presenta leggermente più pesante rispetto alla media della ...

Canon FD 50mm F 1.4 (S.S.C.II) - Recensione

QUALITA’ COSTRUTTIVA ll Canon FD 50mm F 1.4 presenta una costruzione solida, interamente di metallo. Di questo materiale infatti sono costituiti il corpo principale, la filettatura dei filtri e le ghiere, con quella di messa a fuoco rivestita di gomma zigrinata. L’obiettivo risulta solido e ben assemblato, con giochi minimi; sono presenti piccole viti a vista, non fastidiose. ERGONOMIA L'obiettivo si presenta leggermente più pesante e voluminoso rispetto alla media della categoria, tuttavia portarlo con sé non costituirà mai un problema. La ghiera dei diaframmi ruota in senso antiorario da F1.4 a F16, con scatti ogni mezzo stop; questi risultano essere un po’ troppo ravvicinati. Non è un grosso difetto, ma una maggiore spaziatura sarebbe stata preferibile, spesso infatti capita di sbagliare valore. La ghiera di messa a fuoco compie due terzi di giro in senso orario da infinito a 45 centimetri, quindi presenta un’ottima corsa utile sul campo; la sezione ridotta tuttavia ne limita...

Soligor 100mm F 3.5 macro (Cosina) - Test qualità ottica

Il Soligor 100mm F 3.5 macro è stato prodotto dall'azienda giapponese Cosina e venduto a nome di varie marche: Soligor, Vivitar, Promaster, la stessa Cosina e altre. L'obiettivo risale agli inizi degli anni '90; in quel periodo avvenne la transizione tra i vecchi sistemi reflex con messa a fuoco manuale e quelli, più moderni, dotati di autofocus. A testimoniare ciò, del Soligor 100mm F 3.5 macro esistono due versioni: manuale (in nostro possesso) e autofocus. Entrambe sono otticamente identiche, quella autofocus si distingue facilmente dalla prima per la scritta "AF" a grandi caratteri bianchi sul barilotto. Quanto a compatibilità, la versione manuale di quest'ottica è reperibile con numerosi tipi d'innesto; quella autofocus la si trova invece solo con i seguenti: Canon EF, Nikon F, Pentax K e Minolta/Sony A. L'obiettivo raggiunge un rapporto d'ingrandimento massimo di 1:2, ma veniva venduto assieme a una lente close-up che consente di arr...