La fotografia è da sempre uno strumento in grado di raccontare gli eventi in modo immediato e potente. Fin dal suo avvento, le immagini che hanno suscitato emozioni intense, influenzato l'opinione pubblica e contribuito a cambiare la percezione degli eventi storici si sono susseguite senza sosta. Le reazioni emotive del pubblico costituiscono, per così dire, gli effetti collaterali di una fotografia, che possono prescindere dalla volontà di chi l'ha scattata. Tuttavia, quando l'obiettivo principale dell'autore diventa quello di colpire lo spettatore a ogni costo, si parla di sensazionalismo : una tendenza a enfatizzare gli aspetti più drammatici, scioccanti o spettacolari, sfruttando le reazioni del pubblico per ottenere visibilità, fama o altri obiettivi personali. © AP photo - Nick Ut Vi sono numerosi esempi di immagini diventate celebri anche per il loro impatto emotivo. Tra le più note possiamo citare "Migrant Mother" (1936) di Dorothea Lange, simbolo dell...
Alla storia della fotografia hanno contribuito, e contribuiscono, persone di ogni sorta; tra questi si possono annoverare tanto individui, per così dire, “regolari”, che affiancano alla loro attività tranquille esistenze borghesi, sia personaggi decisamente fuori dagli schemi, che incarnano un po’ lo stereotipo dell’artista bohemien. A ricadere senza dubbio in questa ultima categoria è Miroslav Tichy (1926-2011), la cui produzione fotografica è stata resa nota in tempi relativamente recenti. Nato nei pressi di Kyjov, nell’attuale Repubblica Ceca, fin dalla gioventù sviluppò interesse per la pittura, frequentando l’Accademia di Belle Arti a Praga. Ma le sue aspirazioni artistiche subirono un duro colpo con l’arrivo al potere dei comunisti nel 1948; il cambiamento politico si estese all’Accademia, con la rimozione dei professori non allineati al regime e modifiche dei programmi di studio: agli aspiranti artisti veniva richiesto di adeguarsi al Realismo Socialista, lo stile artistic...