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Fotografia e cinema - American Beauty

American Beauty è un film del 1999 scritto da Alan Ball e diretto da Sam Mendes Direttore della fotografia: Conrad L. Hall Trama: Lester Burnham, impiegato quarantenne, annoiato e depresso, cerca riscatto nella vita dopo che una serie di circostanze fortuite hanno dato una scossa alla sua esistenza.  ©DreamWorks, Jinks/Cohen Company Breve excursus: l’opera qui trattata ha vinto cinque premi oscar, tra cui quello per la fotografia. LINK ALLA GALLERIA DEI FOTOGRAMMI  Questo articolo è parte di una serie volta a riscoprire la fotografia nel cinema, se desiderate approfondire è presente un’introduzione esplicativa.  ©DreamWorks, Jinks/Cohen Company La sequenza iniziale, dove ammiriamo il classico quartiere benestante americano, immerso nel verde e costituito principalmente da ville.  ©DreamWorks, Jinks/Cohen Company E’ mattina, Lester sta per svegliarsi; si noti la postura scomposta, e il triste pigiama indossato. La luce si suppone provenga da una finestra, la qu...
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Zorki (Зоркий) - Recensione

La Zorki ( Зоркий ), conosciuta anche come Zorki 1, è una fotocamera a telemetro per pellicola 35mm (formato 36x24) a funzionamento meccanico, prodotta in Unione Sovietica dalle officine KMZ tra la fine degli anni ‘40 e la metà degli anni ‘50. Sostanzialmente è la riproposizione di un’altra macchina sovietica, la Fed, nata negli anni ‘30 e copiata dalla Leica II. Durante la guerra le officine Fed furono danneggiate, pertanto la produzione venne spostata momentaneamente in quelle della KMZ. Ripristinate le officine Fed, anche KMZ continuò a produrre il medesimo modello di fotocamera, cambiandogli soltanto il nome in “Fed-Zorki”(1948-1949), che divenne poi semplicemente “Zorki” (1949-1955), aggettivo russo che sta per “nitido” o “acuto” (nel senso di vista acuta).  Di questa fotocamera esistono alcune varianti, per le quali rimandiamo all’ottimo sovietcams.com ; dal mero punto di vista dell’utilizzabilità, le differenze degne di nota tra una variante e l’altra sono la presenza o me...

A tu per tu - Alfredo Doricchi

Alfredo Doricchi gestisce un canale YouTube dedicato principalmente alla fotografia analogica: “Alfredo Doricchi – Fotografia Argentica”. Oltre a pubblicare numerosi video dedicati alla tecnica, agli autori e alle attrezzature, spesso esprime il suo punto di vista su diversi argomenti a tema fotografico, offrendo interessanti spunti di riflessione. © Alfredo Doricchi Raccontaci di te e di come ti sei avvicinato alla fotografia. Ho 62 anni, sono un biologo e un designer. Ho scelto di esprimermi attraverso la fotografia perché mi è sembrata l’approdo naturale del mio percorso culturale, costituito dallo studio delle scienze naturali, della letteratura, della filosofia e delle arti pittoriche. C’è un genere fotografico che preferisci? Quali sono i tuoi autori preferiti? Il genere fotografico che pratico è la fotografia naturalistica, realizzata su pellicola, in bianco e nero. I miei autori preferiti non sono fotografi ma scrittori, filosofi, poeti e pittori, come Murakami Haruki, Martin H...

Dove fotografare

Ciao a tutti, in questo articolo vorrei parlare di una scelta che caratterizza profondamente la personalità di un fotografo, ovvero la scelta dei luoghi nei quali intende fotografare.  Vi sono coloro che, ispirati dalle cartoline turistiche, o dal National Geographic, scelgono di praticare la propria passione principalmente dove vi sono paesaggi mozzafiato o architetture impressionanti da immortalare: i parchi naturali africani, il Gran Canyon, le metropoli più spettacolari quali ad esempio New York, Parigi, Dubai ecc.  La scelta di soggetti del genere ha indubbiamente alcuni vantaggi: si tratta di cose che non passano inosservate, in quanto luoghi iconici.  Tuttavia, molti altri fotografi ritengono tali soggetti decisamente poco originali, in quanto visti e rivisti migliaia di volte, pertanto scelgono un approccio diverso, recandosi a fotografare principalmente nei pressi dei luoghi dove risiedono o comunque in quelle zone che sono soliti frequentare.  Foto di Mark ...

Vivitar 35mm F1.9 (Komine) - Recensione

QUALITA’ COSTRUTTIVA Il Vivitar 35mm F 1.9 risulta un obiettivo di ottima fattura. E’ costruito interamente in metallo, con la ghiera di messa a fuoco rivestita in gomma di discreta qualità. L’assemblaggio risulta ottimo senza giochi, le operazioni sono fluide. Le uniche parti in plastica sono i pulsanti di sgancio dell’innesto, e sono presenti delle piccole viti a vista, appena percepibili. ERGONOMIA L'obiettivo si presenta leggermente più pesante e voluminoso rispetto alla media della categoria, tuttavia portarlo con sé non costituirà mai un problema. La ghiera dei diaframmi ruota in senso orario da F1.9 a F22, con scatti ogni mezzo stop (escluso il passaggio tra F16 e F22), netti e ben definiti; ottima la presa. La ghiera di messa a fuoco compie tre quarti di giro in senso orario da infinito a 30 centimetri, quindi garantisce un’ottima corsa utile; presenta una gomma leggermente scivolosa, ma ciò non risulta un problema grazie alla sezione generosa sulla quale far presa. La d...