Passa ai contenuti principali

Vintage Digitale – Fujifilm F60fd



Ciao a tutti, in questo episodio parliamo della Fujifilm F60fd, una compatta del 2008. Fa parte della serie “F”, ovvero le compatte premium della casa, spesso distinte da sensori più grandi e qualità d’immagine nettamente migliore rispetto al resto della produzione.

Questo articolo fa parte di un progetto volto a riscoprire la fotografia CCD, se desiderate approfondire è presente un’introduzione esplicativa.


SCHEDA TECNICA:
Sensore: 1/1.6” CCD (8 x 6 mm)
Megapixel: 12 (4000 x 3000 pixel)
Formato immagine: 4:3
Escursione focale: 35–105 mm (equivalente 35mm)
Apertura massima: F 2.8-5.1
Stabilizzazione ottica: sul sensore
Tempi di scatto: 8 S - 1/2000 S
Gamma ISO: 100-1600
Presenza controlli PASM: No
Formato RAW: No
Distanza minima messa a fuoco: 7 cm
Dimensioni schermo: 3 pollici
Risoluzione schermo: 230.000 dots
Schede di memoria compatibili: XD picture card, SD/SDHC
Dimensioni: 93 x 59 x 23 mm
Peso: 205 g
Batterie: al litio


 


L’esperimento di questa puntata si concentra su di una compatta abbastanza datata. La mia attenzione è stata catturata dalla sua risoluzione non eccessiva, che assieme al sensore di dimensioni generose può essere una combinazione vincente. Mi sono concentrato su cosa si può ottenere di “serio”, sfidando i limiti tecnici. In primo luogo c’è da considerare un obiettivo non molto luminoso al tele, combinato a un sensore CCD per il quale alzare gli ISO non è raccomandato. Va tenuto conto inoltre della limitazione dovuta al grandangolo moderato: niente di grave, ma bisogna farci l’abitudine. Gradita la presenza della stabilizzazione, seppure solo sul sensore.
I colori sono piacevoli, leggermente freddi in modalità standard ma comunque attraenti. Volendo si può optare per la modalità “chrome” che li scalda alzando inoltre la saturazione, un insieme di bell’impatto, anche se bisogna considerare il contrasto un po’ spinto. In generale tendono a mantenere la cromia originale, senza sbiadire, merito probabilmente del sensore grande.
Purtroppo sono del tutto assenti i controlli manuali; esiste una modalità “M” ma in realtà è l’equivalente di una normale “P”, dove si scelgono gli ISO e la compensazione dell’esposizione, poi la fotocamera fa il resto.
Una caratteristica simpatica delle compatte sono le inquadrature macro, qui possibili fino a sette centimetri. La distanza potrebbe essere più corta, ma considerati i 35mm equivalenti al grandangolo viene leggermente compensata. Non si avrà la qualità di un obiettivo dedicato, ma per qualche scatto divertente (link DSCF0061-jpeg) va benissimo. La messa a fuoco in questa modalità risulta accettabile, senza particolari impuntamenti.
Nota dolente, scordatevi grandi sfocati con questo modello; ho tentato qualche esperimento in tal senso ma i risultati non sono stati lusinghieri. A qualsiasi focale risulta complicato tirar fuori qualcosa, facile quindi incappare nei soliti sfondi piatti, specie con grandi soggetti (link DSCF0058-jpeg). Anche avvicinandosi, non ci si può aspettare miracoli (link DSCF0070-jpeg); meglio alle cortissime distanze, dove l’insieme risulta gradevole (link DSCF0082-jpeg).
In definitiva qual è l’utilizzo ideale per questa fotocamera? La Fujifilm in prova si presta bene a diversi utilizzi: ideale come compagna di viaggio, per via delle dimensioni contenute. Ottima per paesaggi e fotografia di strada, a causa della buona risoluzione e dell’aspetto poco intrusivo. Sconsigliata invece per i ritratti, a causa (come molte compatte) dell’assenza di sfocato. 



LINK GALLERIA FOTOGRAFICA


E ora passiamo a qualche aspetto più tecnico prima delle considerazioni finali.
In quanto a qualità costruttiva, la fotocamera si presenta con un corpo per la maggior parte in metallo. Il design è accattivante ancora oggi, nonostante gli anni passati; l’assemblaggio è curato e tutto funziona come dovrebbe; inoltre la dicitura “made in Japan” risulta sempre apprezzata. L’insieme risulta piuttosto compatto con un peso leggero; insomma, è possibile riporla in qualsiasi tasca. C’è una sorta di impugnatura per le dita sul lato anteriore, appena accennata ma meglio di niente.
Utilizzare la Fujifilm in prova non è complicato, tranne per alcuni dettagli. Ad esempio, se si vuole cambiare il valore ISO bisogna accedere al sottomenu “F” col pulsante dedicato, assieme ad altre funzioni secondarie che si sarebbero tranquillamente potute includere nel menu principale.
Le ghiere e i pulsanti sono piccoli ma comodi, oltre che ben posizionati. Curiosa la presenza del tasto per l’attivazione/disattivazione della stabilizzazione d’immagine: lo si trova sul lato superiore, a destra del pulsante di scatto. Una finezza difficilmente riscontrabile altrove; risulta abbastanza recesso nel corpo macchina, quindi è improbabile attivarlo inavvertitamente.
Lo schermo invece risulta poco visibile sotto la luce del sole; c’è una modalità che consente di renderlo più luminoso ma non compie miracoli. La gamma dinamica è discreta, senza facili bruciature anche nelle condizioni difficili (link DSCF0075-jpeg).
Le prestazioni sono buone, il sistema non è una scheggia ma nemmeno presenta lunghi tempi di attesa. La messa a fuoco è abbastanza veloce, anche in carenza di luce.
L’obiettivo ha un’ottima qualità (link DSCF0081-jpeg): nitido a tutte le focali, con cali minimi ai bordi; va segnalato però che nel funzionamento risulta rumoroso.
Pure la qualità d’immagine risulta ottima, grazie ai non eccessivi 12 megapixel.
In condizioni di luce scarsa (link DSCF0095-jpeg) le immagini sono ottime fino a 400 ISO (link DSCF0096-jpeg), con solo un leggero rumore cromatico di fondo. A 800 ISO si nota un piccolo calo del dettaglio, ma niente di preoccupante. Incredibile come persino a 1600 ISO i colori vengano mantenuti piuttosto bene (link DSCF0098-jpeg), per quanto l’immagine non sia esaltante, come normale.
Le aberrazioni cromatiche sono sempre presenti (link DSCF0092-jpeg), ma mai eccessive, possono essere corrette con relativa facilità.
Un’ultima nota riguardo alle schede di memoria: questa fotocamera, come molte Fujifilm di quegli anni, nasce col supporto alle ormai defunte schede XD; per fortuna sono supportate anche le universali SD/SDHC.



CONCLUSIONI

La Fujifilm F60fd è una fotocamera interessante, che attirerà i collezionisti per la rarità del modello, appartenente alla fascia premium. Anche dal punto di vista pratico tuttavia non mancano i pregi, soprattutto riguardo alla qualità d’immagine e alla compattezza. Di non immediata ergonomia, si presenta comunque come un miglioramento rispetto alla F40fd (link articolo) che abbiamo già testato.
In definitiva la consiglio a chiunque voglia divertirsi con a fotografia CCD.

Paolo Marucco @135landscape


>> Link a tutti gli esperimenti <<


Commenti

Gli articoli più letti

A tu per tu - Alfredo Doricchi

Alfredo Doricchi gestisce un canale YouTube dedicato principalmente alla fotografia analogica: “Alfredo Doricchi – Fotografia Argentica”. Oltre a pubblicare numerosi video dedicati alla tecnica, agli autori e alle attrezzature, spesso esprime il suo punto di vista su diversi argomenti a tema fotografico, offrendo interessanti spunti di riflessione. © Alfredo Doricchi Raccontaci di te e di come ti sei avvicinato alla fotografia. Ho 62 anni, sono un biologo e un designer. Ho scelto di esprimermi attraverso la fotografia perché mi è sembrata l’approdo naturale del mio percorso culturale, costituito dallo studio delle scienze naturali, della letteratura, della filosofia e delle arti pittoriche. C’è un genere fotografico che preferisci? Quali sono i tuoi autori preferiti? Il genere fotografico che pratico è la fotografia naturalistica, realizzata su pellicola, in bianco e nero. I miei autori preferiti non sono fotografi ma scrittori, filosofi, poeti e pittori, come Murakami Haruki, Martin H...

Dove fotografare

Ciao a tutti, in questo articolo vorrei parlare di una scelta che caratterizza profondamente la personalità di un fotografo, ovvero la scelta dei luoghi nei quali intende fotografare.  Vi sono coloro che, ispirati dalle cartoline turistiche, o dal National Geographic, scelgono di praticare la propria passione principalmente dove vi sono paesaggi mozzafiato o architetture impressionanti da immortalare: i parchi naturali africani, il Gran Canyon, le metropoli più spettacolari quali ad esempio New York, Parigi, Dubai ecc.  La scelta di soggetti del genere ha indubbiamente alcuni vantaggi: si tratta di cose che non passano inosservate, in quanto luoghi iconici.  Tuttavia, molti altri fotografi ritengono tali soggetti decisamente poco originali, in quanto visti e rivisti migliaia di volte, pertanto scelgono un approccio diverso, recandosi a fotografare principalmente nei pressi dei luoghi dove risiedono o comunque in quelle zone che sono soliti frequentare.  Foto di Mark ...

A tu per tu - Milena Lena

Abbiamo avuto modo di apprezzare gli scatti di Milena Lena tramite la sua pagina di Instagram. Milena si dedica prevalentemente alla fotografia di ritratto, con alcune puntate in altri generi. Nei suoi lavori è presente una grande attenzione nel concentrare lo sguardo dell’osservatore sul soggetto, sia con metodi classici che con quelli più creativi. ©Milena Lena Raccontaci di te e di come ti sei avvicinata alla fotografia. La mia passione per la fotografia nasce da piccola, per emulazione di mio fratello maggiore; aveva una Yashica analogica ed io ne ero innamorata, ma non potevo usarla e quindi mi feci regalare una fotocamera da mio padre: una compatta analogica, con cui ho iniziato a immortalare tutto ciò che attirava la mia attenzione. Con gli anni ho deciso di acquistare la prima reflex (analogica) e di frequentare un corso di fotografia a Catania. La passione per la fotografia diventava sempre più ardente, quindi decisi di trasferirmi a Roma, dove ho seguito un corso presso L’Ist...