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Fotografia e Cinema - Introduzione

Ciao a tutti,
con questo articolo intendo introdurre una nuova sezione all’interno della pagina “Reflexioni”.
Come saprete, nel cinema esiste un aspetto tecnico molto affascinante, chiamato per l’appunto “fotografia”. Esso prevede lo studio accurato delle luci di ogni inquadratura, per ottimizzare la messa in scena ed enfatizzare il messaggio trasmesso.

© 20th Century Fox, Paramount Pictures, Lightstorm Entertainment

In sostanza si tratta di gestire ogni ciak come se fosse un singolo fotogramma, una fotografia appunto. Registi di grande fama come Stanley Kubrick, ad esempio, studiavano con cura maniacale ogni ripresa, proprio come se il film fosse un grande album fotografico; e in effetti, in un certo senso lo è. Il suddetto cineasta non a caso è stato anche un appassionato fotografo.
I due mondi si sono sempre sfiorati, senza mai fondersi del tutto; lo scopo di questa rubrica è proprio un riavvicinamento tra queste forme d’arte. Personalmente sono appassionato di ambedue le materie, per cui considero un privilegio trattarle entrambe, con la speranza di coinvolgere molti di voi in un senso o nell’altro.
Gli articoli saranno concisi, lasciando grande spazio alle immagini. Non verranno svelati dettagli della trama né tantomeno il finale; privilegerò le considerazioni artistiche, con diversi spunti che spero saranno di vostro gradimento.
Un saluto e arrivederci alla sezione “Fotografia e Cinema”!

Paolo Marucco @135landscape

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Dove fotografare

Ciao a tutti, in questo articolo vorrei parlare di una scelta che caratterizza profondamente la personalità di un fotografo, ovvero la scelta dei luoghi nei quali intende fotografare.  Vi sono coloro che, ispirati dalle cartoline turistiche, o dal National Geographic, scelgono di praticare la propria passione principalmente dove vi sono paesaggi mozzafiato o architetture impressionanti da immortalare: i parchi naturali africani, il Gran Canyon, le metropoli più spettacolari quali ad esempio New York, Parigi, Dubai ecc.  La scelta di soggetti del genere ha indubbiamente alcuni vantaggi: si tratta di cose che non passano inosservate, in quanto luoghi iconici.  Tuttavia, molti altri fotografi ritengono tali soggetti decisamente poco originali, in quanto visti e rivisti migliaia di volte, pertanto scelgono un approccio diverso, recandosi a fotografare principalmente nei pressi dei luoghi dove risiedono o comunque in quelle zone che sono soliti frequentare.  Foto di Mark ...

A tu per tu - Alfredo Doricchi

Alfredo Doricchi gestisce un canale YouTube dedicato principalmente alla fotografia analogica: “Alfredo Doricchi – Fotografia Argentica”. Oltre a pubblicare numerosi video dedicati alla tecnica, agli autori e alle attrezzature, spesso esprime il suo punto di vista su diversi argomenti a tema fotografico, offrendo interessanti spunti di riflessione. © Alfredo Doricchi Raccontaci di te e di come ti sei avvicinato alla fotografia. Ho 62 anni, sono un biologo e un designer. Ho scelto di esprimermi attraverso la fotografia perché mi è sembrata l’approdo naturale del mio percorso culturale, costituito dallo studio delle scienze naturali, della letteratura, della filosofia e delle arti pittoriche. C’è un genere fotografico che preferisci? Quali sono i tuoi autori preferiti? Il genere fotografico che pratico è la fotografia naturalistica, realizzata su pellicola, in bianco e nero. I miei autori preferiti non sono fotografi ma scrittori, filosofi, poeti e pittori, come Murakami Haruki, Martin H...

Zorki (Зоркий) - Recensione

La Zorki ( Зоркий ), conosciuta anche come Zorki 1, è una fotocamera a telemetro per pellicola 35mm (formato 36x24) a funzionamento meccanico, prodotta in Unione Sovietica dalle officine KMZ tra la fine degli anni ‘40 e la metà degli anni ‘50. Sostanzialmente è la riproposizione di un’altra macchina sovietica, la Fed, nata negli anni ‘30 e copiata dalla Leica II. Durante la guerra le officine Fed furono danneggiate, pertanto la produzione venne spostata momentaneamente in quelle della KMZ. Ripristinate le officine Fed, anche KMZ continuò a produrre il medesimo modello di fotocamera, cambiandogli soltanto il nome in “Fed-Zorki”(1948-1949), che divenne poi semplicemente “Zorki” (1949-1955), aggettivo russo che sta per “nitido” o “acuto” (nel senso di vista acuta).  Di questa fotocamera esistono alcune varianti, per le quali rimandiamo all’ottimo sovietcams.com ; dal mero punto di vista dell’utilizzabilità, le differenze degne di nota tra una variante e l’altra sono la presenza o me...