Passa ai contenuti principali

Fotografia e Cinema - Introduzione

Ciao a tutti,
con questo articolo intendo introdurre una nuova sezione all’interno della pagina “Reflexioni”.
Come saprete, nel cinema esiste un aspetto tecnico molto affascinante, chiamato per l’appunto “fotografia”. Esso prevede lo studio accurato delle luci di ogni inquadratura, per ottimizzare la messa in scena ed enfatizzare il messaggio trasmesso.

© 20th Century Fox, Paramount Pictures, Lightstorm Entertainment

In sostanza si tratta di gestire ogni ciak come se fosse un singolo fotogramma, una fotografia appunto. Registi di grande fama come Stanley Kubrick, ad esempio, studiavano con cura maniacale ogni ripresa, proprio come se il film fosse un grande album fotografico; e in effetti, in un certo senso lo è. Il suddetto cineasta non a caso è stato anche un appassionato fotografo.
I due mondi si sono sempre sfiorati, senza mai fondersi del tutto; lo scopo di questa rubrica è proprio un riavvicinamento tra queste forme d’arte. Personalmente sono appassionato di ambedue le materie, per cui considero un privilegio trattarle entrambe, con la speranza di coinvolgere molti di voi in un senso o nell’altro.
Gli articoli saranno concisi, lasciando grande spazio alle immagini. Non verranno svelati dettagli della trama né tantomeno il finale; privilegerò le considerazioni artistiche, con diversi spunti che spero saranno di vostro gradimento.
Un saluto e arrivederci alla sezione “Fotografia e Cinema”!

Paolo Marucco @135landscape

>> Link elenco Reflexioni <<


Commenti

Gli articoli più letti

La Dittatura dei Petali: quando la bellezza diventa oppressione

Uno dei temi più interessanti è legato al ruolo dell’estetica nell’arte in generale, e nella fotografia in particolare. La bellezza è qualcosa di sfuggente, non sempre definibile in modo chiaro e univoco; nonostante ciò, quando diventa motore per l’ispirazione, può dar vita a veri e propri capolavori universali. Questa contraddizione è uno degli aspetti più affascinanti del concetto di “bello”, nel quale, tuttavia, sono presenti anche dei lati oscuri. La bellezza, infatti, non è sempre e soltanto un fattore ispirante per l’arte, ma può essere anche un mero canone a cui adeguarsi, fino a perdere la propria identità.  Alcuni anni fa avevamo fatto la conoscenza di Tatiana Cardellicchio, la cui intervista potete leggere qui . Quest’artista salentina si esprime principalmente attraverso gli autoritratti, studiando accuratamente la posa, il contesto e gli elementi da aggiungere all’immagine. Nel seguire i suoi post di Instagram, sono rimasto colpito da alcune immagini che mi hanno lasc...

Helios 44 58mm F 2.0 (44M) - Test di qualità ottica

  La storia dell'Helios 44 è strettamente legata a quelle delle reflex sovietiche Zenit, costituendo l'ottica standard per molti modelli delle stesse. Come altri obiettivi sovietici, anche questo è stato copiato da un'ottica Zeiss, in questo caso dal Biotar. Nato alla fine degli anni '50 nelle officine KMZ, l'Helios 44 continuò a essere prodotto, anche in altri stabilimenti, fino alla fine degli anni '90; con un periodo di produzione così lungo, vi sono così tante varianti e sottovarianti di quest'ottica da rendere difficile elencarle tutte. I primi Helios 44, di color argento, avevano un innesto a vite con filettatura M39, identica a quella Leica, ma tiraggio più lungo, pari a quello dell'innesto M42. Questi obiettivi sono piuttosto ricercati dai collezionisti e dagli amanti del bokeh, anche per via del diaframma con 13 lamelle (nelle versioni successive verranno diminuite). Le differenze tra i vari Helios 44 successivi, identificati da lettere e numeri...

Canon FD 50mm F 1.4 (S.S.C.II) - Recensione

QUALITA’ COSTRUTTIVA ll Canon FD 50mm F 1.4 presenta una costruzione solida, interamente di metallo. Di questo materiale infatti sono costituiti il corpo principale, la filettatura dei filtri e le ghiere, con quella di messa a fuoco rivestita di gomma zigrinata. L’obiettivo risulta solido e ben assemblato, con giochi minimi; sono presenti piccole viti a vista, non fastidiose. ERGONOMIA L'obiettivo si presenta leggermente più pesante e voluminoso rispetto alla media della categoria, tuttavia portarlo con sé non costituirà mai un problema. La ghiera dei diaframmi ruota in senso antiorario da F1.4 a F16, con scatti ogni mezzo stop; questi risultano essere un po’ troppo ravvicinati. Non è un grosso difetto, ma una maggiore spaziatura sarebbe stata preferibile, spesso infatti capita di sbagliare valore. La ghiera di messa a fuoco compie due terzi di giro in senso orario da infinito a 45 centimetri, quindi presenta un’ottima corsa utile sul campo; la sezione ridotta tuttavia ne limita...