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Olympus OM Zuiko 35mm F 2 (versione 3) - Recensione


QUALITA’ COSTRUTTIVA

L’Olympus OM Zuiko 35mm F 2 risulta un obiettivo di ottima fattura. E’ costruito interamente in metallo, con la ghiera di messa a fuoco rivestita in gomma di ottima qualità. L’assemblaggio è ineccepibile senza giochi, le operazioni sono fluide. Si nota inoltre la completa assenza di viti a vista.


ERGONOMIA

Anche se vi sono obiettivi più piccoli, questo 35mm è comunque di dimensioni minute; portarlo con sé non sarà mai un problema. La ghiera dei diaframmi risulta di ottima manovrabilità, con una zigrinatura che consente una facile presa. Gira in senso orario da F2 a F16 con scatti sono ben definiti ad ogni stop. La ghiera di messa a fuoco fornisce una presa eccellente e risulta fluida nel movimento. Ruota in senso orario da infinito alla minima distanza di 30 centimetri, compiendo un arco di poco superiore al terzo di giro. Nonostante la corsa non sia lunghissima, la messa a fuoco è precisa.
L’obiettivo non consente inquadrature macro, tuttavia sono possibili scatti ravvicinati, che grazie all’ampia apertura consentono un discreto sfocato.

 


LINK TEST QUALITA' OTTICA + DATI TECNICI


Nitidezza
A tutta apertura l’obiettivo restituisce un’immagine accettabile, soprattutto a corte distanze. All’infinito la definizione cala, ma tutto sommato i risultati sono decenti; peccato per il basso livello di contrasto che diminuisce la qualità percepita. Passare a F2.8 garantisce solo un leggero miglioramento, soprattutto del contrasto (di medio/basso livello). Chiudendo ulteriormente il diaframma i miglioramenti sono progressivi: la nitidezza risulta sufficiente a F4, più che sufficiente a F5.6 e buona a F8-F11. Il livello di contrasto si attesta ad un valore medio. Comune a tutte le aperture un calo progressivo ai bordi, non drammatico ma sempre presente.
Il giudizio per questa sezione è sufficiente.

Aberrazioni cromatiche
Laterali: Di basso livello a tutta apertura e fino a F4. Successivamente si riducono ancora fino quasi a scomparire. Non sono mai un problema, e in fase di post-produzione possono essere facilmente eliminate.
Longitudinali: Di medio/basso livello a tutte le aperture. Sono molto difficili da rimuovere, per quanto il loro impatto risulti contenuto.
In generale possiamo definire la prestazione in questo campo come buona.

Bokeh
Per i grandangoli lo sfocato non è mai un punto di forza, dato che lo si ottiene solo a distanze molto corte. Quello generato dall’obiettivo è gradevole, ma non eccezionale. E’ spesso presente un medio affollamento, che talvolta non scompare nemmeno alle cortissime distanze. Va detto che in qualche situazione gli scatti ravvicinati sono piacevoli, ma non è la regola. La separazione è sufficiente, un comportamento normale considerata la focale, quindi non aspettatevi risultati fuori dall'ordinario.
Nota dolente per i punti luce, che già a tutta apertura non sono molto estetici. Al centro risultano rotondi, per quanto le dimensioni non siano eccezionali. Appena ci si avvicina ai bordi però, cominciano ad assumere la classica forma schiacciata a “occhi di gatto”. Le deformazioni sono parecchio pronunciate e chiudendo a F2.8 le cose non migliorano, con l’aggiunta di antiestetiche forme poligonali e dentellature. A F4 le deformazioni scompaiono, ma i poligoni sono ancora più evidenti. A tutto questo si aggiungono dei bordi molto contornati, che risultano invasivi.

Coma
A tutta apertura vi sono delle deformazioni pronunciate, che cambiano poco chiudendo a F2.8. A F4 si riducono molto, ma sono ancora rilevanti; solo il passaggio a F5.6 garantisce una quasi totale scomparsa, che avviene solo a F8.

Distorsione
Di bassa entità, tendenzialmente a barile, con una leggera complessità aggiunta. In pratica il suo impatto per ritratti e paesaggi è quasi nullo, mentre per l’architettura saranno necessarie leggere correzioni. Le prove sul campo non sono state modificate in alcun modo.

Flare
A tutta apertura i riflessi che appaiono sono abbastanza trasparenti, per quanto facilmente visibili. Appaiono nelle situazioni più estreme, mentre in contesti normali non sono un problema. Chiudendo il diaframma l’obiettivo risulta più vulnerabile, i riflessi sono più accentuati e possono comparire anche in situazioni di media difficoltà, senza però compromettere l’immagine. Assenti le velature, il contrasto nativo viene sempre mantenuto.
In generale possiamo definire la prestazione in questo campo come sufficiente.

Focus breathing
L’obiettivo presenta una forte variazione di focale durante la messa a fuoco; consideratelo se intendete utilizzarlo per fare riprese video.

Sunstars
L’ottica produce sei raggi. Anche chiudendo il diaframma, restano poco definiti e di scarso valore estetico.

Vignettatura
Come immaginabile data la natura compatta dell’obiettivo, questo è uno dei punti deboli. La vignettatura è di alto livello a F 2, medio alto a F 2.8. Molto meglio a F 4 dove risulta di medio/basso livello, per divenire trascurabile a F 5.6; scompare infine solo a F 8. L'impatto sulle foto appare evidente, diverse prove sul campo sono state corrette per compensare il fenomeno.


LINK PROVE SUL CAMPO - GALLERIA FOTO

 

CONCLUSIONI

Non è stato facile dare un giudizio all’Olympus Zuiko 35mm F 2.0; se esaminiamo le prestazioni, notiamo come non ci siano veri punti deboli, fatta eccezione per la comprensibile vignettatura. Risultano apprezzabili l’ottima qualità costruttiva e l’ergonomia più che buona, due caratteristiche non comuni assieme. Tuttavia in campo ottico, per quanto risulti equilibrato, non troviamo particolari punti di forza. Ci aspettavamo qualcosa di più soprattutto in termini di nitidezza, considerata la caratura premium.
Riassumendo è un obiettivo che consigliamo solo ai collezionisti, chi è alla ricerca di ottime prestazioni ha sicuramente delle alternative più economiche.


PRO
- qualità costruttiva
- ergonomia più che buona
- aberrazioni cromatiche contenute

CONTRO

- vignettatura invasiva


GIUDIZIO

Qualità costruttiva:   
Ergonomia:                 
Ottica:                         

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