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Nostalgia analogica: le pellicole scadute




Bentornati!
Dall’ultima volta sono passati alcuni mesi, spero che nel frattempo abbiate sperimentato e preso confidenza con la fotografia analogica. Stavolta tratteremo l’utilizzo delle pellicole scadute al fine di ottenere foto decisamente particolari; come già accennato in un precedente articolo, dopo la data di scadenza in una pellicola vi possono essere infatti delle variazioni nelle caratteristiche principali: sensibilità alla luce, contrasto, tonalità dei colori e granulosità. Questi cambiamenti sono dovuti al naturale degrado degli elementi sensibili alla luce, denominati alogenuri. Sostanzialmente dopo la scadenza le qualità dichiarate possono subire dei peggioramenti: sensibilità e contrasto diminuiscono, mentre la grana aumenta; per quanto riguarda le pellicole a colori si assiste inoltre a una perdita di vividezza, che porterà le tonalità più calde e “vive” a sbiadire. Ho detto "possono subire dei peggioramenti", poichè il degrado di una pellicola può apparire nelle immagini in forma più o meno visibile in base ai seguenti fattori:

Foto 1: questa Ilford FP4 125 scaduta da circa 30 anni mostra una grana decisamente visibile.

  • tempo trascorso dalla data di scadenza: il degrado sarà indubbiamente maggiore in una pellicola molto vecchia piuttosto che in una appena scaduta, la quale in genere non mostrerà differenze evidenti; 
  • modalità di conservazione: se manteniamo la pellicola a basse temperature, conservandola nel frigorifero, avremo buone possibilità di rallentare il processo. Se invece la conserviamo nel modo sbagliato, tenendola vicino a fonti di calore, potremo assistere a un rapido deterioramento anche prima della data di scadenza;
  • qualità della pellicola: quelle professionali sono più “dure a morire” e tendono a conservare le loro caratteristiche più a lungo rispetto alle pellicole di qualità standard.  

Ma poniamo di avere per le mani una pellicola non professionale, scaduta da molto tempo e magari anche conservata male: vale la pena di scattare con del materiale ridotto in queste condizioni? Qui si entra nell’ambito del puro gusto personale. A mio parere la fotografia a pellicola è ormai parte della storia passata; sebbene vi siano professionisti e amatori che la praticano ancora, l’immaginario la vuole legata ai “vecchi tempi”. Le immagini realizzate con le pellicole scadute possono enfatizzare questa idea: con il loro aspetto sbiadito e “antico” sembrano infatti foto scattate decenni fa. Per chi non resiste al fascino di tutto ciò che è vintage, la sperimentazione è d’obbligo! Nel peggiore dei casi avremo foto da buttare, ma se saremo fortunati riusciremo a ottenere immagini artistiche decisamente diverse da quelle digitali. 

Foto 2: Kodak Ektachrome Elite 100 scaduta da circa 10 anni con tonalità un po' strane...

Tipi di pellicole e loro peculiarità una volta scadute

Parlando di pellicole scadute bisogna considerare alcune differenze in base alla loro tipologia, che ci porteranno a cercare per ognuna un certo genere di risultati:
  • i negativi in bianco e nero tendono a conservare più a lungo le loro caratteristiche e per poter osservare differenze apprezzabili in termini di perdita di contrasto e grana solitamente devono trascorrere diversi anni dalla scadenza. Se vorremo cimentarci nella realizzazione di immagini “artistiche” con questo genere di pellicole, non dovremo aver paura di scegliere quelle più vecchie che troviamo. Solo con queste infatti avremo qualche probabilità di realizzare foto in stile “inizio ‘900” (foto 1);
  • nei negativi a colori bisogna considerare i cambiamenti di tonalità, che iniziano a verificarsi abbastanza presto. Tra una pellicola e l'altra possono esserci significative differenze, ma in genere dopo un decennio dalla data di scadenza avremo qualche possibilità di vedere degli "effetti speciali".
  • per quanto riguarda le diapositive scadute si ha uno sbiadimento dei colori più netto rispetto ai negativi (foto 2). Vi sconsiglio tuttavia di farle sviluppare con il loro procedimento specifico (E6), decisamente costoso, suggerendovi invece di tenerle da parte per praticare la tecnica denominata cross processing. Questa consiste nel farle sviluppare come se fossero negative a colori (processo C41), ottenendo dei colori decisamente diversi. Tutto ciò merita però un approfondimento dettagliato, che faremo in un'altra occasione. 

Foto 3: Agfa Vista 100 scaduta da circa 20 anni dove la perdita di sensibilità è netta.

Esporre le pellicole scadute 

Quello che mi sento di consigliare se volete sperimentare una pellicola scaduta da lungo tempo è di sovraesporla un po’. Infatti, sebbene i cambiamenti nelle altre caratteristiche potranno essere più o meno imprevedibili, la perdità di sensibilità è una cosa certa (foto 3). Pur non essendo possibile stimarla in modo efficace, molti appassionati consigliano di considerare dimezzata la sensibilità alla luce per ogni dieci anni trascorsi dalla scadenza. 
Secondo questo principio dovremo esporre una pellicola da 100 iso scaduta circa dieci anni fa come se fosse da 50 iso; se utilizziamo invece una pellicola scaduta da circa un ventennio, dovremmo allora considerare un ulteriore dimezzamento, trattandola come se fosse da 25 iso. Non si tratta di una regola assoluta perché in certi casi possiamo scattarle alla loro sensibilità nominale e non ci accorgiamo di nulla. Tutto dipende dalla quantità di luce ambientale e dalla presenza di aree scure nell’immagine, che la pellicola potrebbe faticare a interpretare. Bisognerebbe sapere come sono state conservate le pellicole e soprattutto sperimentare molto. Solo conoscendo bene un certo tipo di pellicola possiamo in parte prevedere i risultati che avremo dopo la scadenza e valutare in che modo esporla.

Un po' di foto realizzate con pellicole scadute


Dove trovare le pellicole scadute

La fama acquisita dalla fotografia artistica e dalla lomografia ha portato a un assurdo aumento dei prezzi delle pellicole scadute: cercandole su Ebay o siti simili si può osservare che spesso costano più del loro valore da nuove. L’ideale sarebbe acquistarle in blocco, cercando gli annunci che offrano il materiale più interessante al prezzo più ragionevole. Alcuni negozi di fotografia vendono pellicole scadute, ma in genere l'assortimento è scarso; vale tuttavia la pena di chiedere al venditore se è avanzato qualcosa in magazzino. Sulla rete girano spesso storie di pellicole scadute acquistate a prezzi irrisori (si parla di 1 euro a rullino, o addirittura di 50 centesimi) in qualche mercatino delle pulci. Personalmente non mi sono mai imbattuto in affari di questo genere; ad ogni modo, se dovesse capitarvi l'occasione sappiate che se i prezzi sono così bassi tutto va bene per sperimentare!

Esortandovi a fare incetta di pellicole scadute e a sperimentare il più possibile, vi auguro di ottenere immagini uniche!

Alessandro "Prof. BC" Agrati  @agratialessandro

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