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A tu per tu - Emanuele Balboni

Emanuele Balboni, del quale abbiamo avuto modo di visionare le foto pubblicate su Instagram, è un fotografo dedito in particolar modo alla fotografia notturna di paesaggi, con alcune concessioni all’astrofotografia. Nelle sue immagini, quasi tutte catturate a partire dal crepuscolo, la presenza degli astri e in particolar modo della luna contribuiscono a valorizzare il soggetto. 


© Emanuele Balboni

Raccontaci di te e come ti sei avvicinato alla fotografia.

Sono un astrofisico e di mestiere faccio il divulgatore scientifico presso Infini.to, il Planetario di Torino. Mi sono avvicinato alla fotografia incuriosito dalla vecchia reflex di mio padre, con cui ho anche cominciato a fare qualche scatto su pellicola. 

Quali sono i tuoi fotografi di riferimento? 

Ce ne sono diversi! Per quanto riguarda l’astrofotografia paesaggistica vorrei citare Petr Horálek, Yuri Beletsky e Babak Tafreshi; di quest'ultimo, in particolare, ho fatto mia la filosofia di realizzare immagini il più possibile con singole esposizioni, senza combinare elementi ripresi in luoghi/momenti/focali diverse. 

© Emanuele Balboni

Guardando nella tua galleria ci ha colpito molto la scelta di non scattare quasi mai in pieno giorno. Potresti parlarci di questa tua decisione? 

La maggior parte delle persone ha esperienza dei luoghi durante il dì, ma di notte il paesaggio cambia completamente. Io ho scelto questo: mostrare luoghi - magari noti - sotto una luce diversa. Letteralmente. 

La luna sembra essere uno dei tuoi soggetti preferiti. Anche quando non è il soggetto principale, spesso appare come sfondo nelle tue foto. Come mai ti attrae così tanto? 

Perché è mutevole. Le fasi, il suo sorgere/tramontare in diversi punti dell'orizzonte da un giorno all'altro permette di realizzare composizioni molto varie; alcune frequenti, altre possibili solo una volta ogni svariati anni, a causa della precessione della sua orbita. 

© Emanuele Balboni


Posizionare gli astri o i satelliti come la Luna in corrispondenza di punti specifici (sopra un monumento, la cima di una montagna, ecc) comporta una grande programmazione. Come ti organizzi in tal senso?

Per fortuna esistono delle app, come PhotoPills o Planit, che permettono di calcolare allineamenti con grande precisione: in certi casi anche pochi metri di differenza cambiano decisamente il risultato finale. Per scattare un particolare allineamento con la Luna piena all'alba, qualche anno fa mi piazzai nell’aiuola in mezzo a una rotonda: ricordo chiaramente le facce stupite dei pochi automobilisti di passaggio nel vedermi in quella strana posizione... finché un'occhiata allo specchietto retrovisore non rivelava loro cosa stavo inquadrando!
L’utilizzo delle app, però, non sostituisce del tutto le esplorazioni – necessarie per capire se il luogo è effettivamente adatto al tipo di fotografia che ho in mente, né prescinde dalla conoscenza dei moti del cielo, fondamentale per avere un’idea – almeno di massima – di cosa si può fotografare, quando e in che luogo. 

© Emanuele Balboni


Che tipo di attrezzatura utilizzi solitamente per fotografare? Utilizzi qualche tecnica particolare? 

Ho iniziato a scattare con reflex full frame scegliendo tra i sensori con un numero di megapixel moderato (che hanno in genere un miglior rapporto segnale-rumore) per passare negli ultimi tempi alle mirroless. Per le foto alla Luna, accoppio solitamente teleobiettivi a un corpo macchina con sensore APS-C per avere una focale equivalente più spinta, mentre per i panorami notturni utilizzo lenti grandangolari luminose e una testa panoramica. Il tutto sempre sostenuto da un solido treppiede.
Nei panorami notturni uso esposizioni di qualche secondo, che permettano di raccogliere il più possibile la fioca luce delle stelle ma senza che queste risultino strisciate; tendo a scattare durante il crepuscolo per avere un po’ di luce a illuminare il paesaggio o sfrutto quella Luna crescente o calante.
Non faccio blending tra paesaggio e cielo stellato e, se devo combinare più scatti in un panorama, questi sono sequenziali in modo da restare il più possibile fedele alle condizioni di luce del momento.
Ogni tanto utilizzo un filtro diffusore (funzionano sia i vecchi filtri soft focus dell’era analogica che i nuovi filtri star soft pensati appositamente) allo scopo di preservare il colore e l’intensità relativa delle stelle; in post produzione combino due scatti successivi (uno con filtro, l’altro senza) applicando una semplice maschera di livello. 

© Emanuele Balboni


Di tutte le foto che hai scattato, quale preferisci? Parlaci della sua genesi. 

Stranamente, le immagini che preferisco sono quelle non pianificate!
Quella che al momento è la mia preferita l’ho scattata lo scorso inverno rientrando da un’escursione notturna in montagna: la Luna era appena tramontata e io stavo camminando alla luce della torcia frontale, seguendo la traccia nella neve che mi avrebbe riportato a valle. Per qualche motivo decisi di fermarmi un attimo, in un punto in cui il sentiero era costeggiato da due file di larici, spensi la torcia e alzai lo sguardo: Orione, il Toro e le altre costellazioni invernali splendevano altre in cielo, come incastonate tra le cime degli alberi cariche di neve! 

© Emanuele Balboni


Le tue fotografie sono attualmente esposte in qualche mostra, o lo sono state di recente?

No, non sono state esposte in mostre recenti. 

Quali progetti intravedi nel futuro per la tua attività fotografica? 

Come fotografo, sto collaborando all’interno un progetto per la creazione di un’oasi di cielo buio nelle valli piemontesi; è un progetto avviato da poco, per cui c’è ancora molto lavoro da fare. 

© Emanuele Balboni


Qual è il tuo rapporto con i social network? Pensi che siano utili a farti crescere come artista?
 

Uso i social network e credo che possano avere una certa utilità nel connettere persone con interessi e passioni comuni, ma non inseguo le richieste dell’algoritmo per avere maggior visibilità o aumentare il numero di follower. Pazienza, dunque se il mio reel non genera reazioni entro i primi 4 secondi di video e l’engagement resta basso. 


Ringraziamo Emanuele per averci concesso l’intervista, se considerate i suoi lavori interessanti vi invitiamo a seguirlo/a tramite i suoi profili social.

Instagram: emabalboni
Sito personale: cosmo e dintorni


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