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Tokina at-x 28-135mm F 4-4.6 - Recensione



QUALITA’ COSTRUTTIVA


L’obiettivo presenta una struttura principale completamente in metallo, con la ghiera di messa a fuoco rivestita in gomma di buona qualità. La ghiera dei diaframmi (ad eccezione delle sporgenze che ne agevolano l’utilizzo, in plastica), la filettatura dei filtri e la baionetta sono metalliche; i pulsanti di sgancio (per l'innesto Olympus OM) sono in plastica.
L’assemblaggio risulta più che buono, con movimenti interni assenti; nessun gioco nemmeno per quanto riguarda il meccanismo a pompa; la focale selezionata viene mantenuta anche inclinando verso il basso l’obiettivo.
Sono presenti piccole viti a vista, poco visibili.
 

ERGONOMIA


A prima vista l’obiettivo in prova non risulta certo compatto, e i dati lo dimostrano. A tutta estensione la lunghezza è rilevante, così come il peso; niente di estremo, ma alla lunga si fa sentire.
Per cambiare focale negli zoom a pompa si utilizza la stessa ghiera deputata alla messa a fuoco. In questo caso si parte dai 28mm lato corpo macchina fino ai 135mm spingendo verso l’esterno. L’azionamento risulta abbastanza fluido e comodo, con una leggera resistenza; inclinare l’obiettivo verso il basso non causa alcun movimento del corpo, il quale mantiene la posizione scelta.
La ghiera dei diaframmi ruota in senso orario da F4 a F22 con scatti ogni mezzo stop, esclusi i passaggi F4-F5.6 ed F16-F22. La sezione risulta generosa e la zigrinatura scolpita, tuttavia a causa della posizione recessa tra il corpo e l’innesto sono state aggiunte due sporgenze ai lati per facilitarne l’azionamento. Queste risultano utili ma non molto comode, in quanto spesso bisogna cercarle a vista; gli scatti invece sono ben definiti.
La ghiera di messa a fuoco ruota in senso orario da infinito fino alla distanza minima di 0,5 metri, compiendo meno di un quarto di giro. Per quanto non sia un’escursione favorevole, non abbiamo riscontrato particolari problemi nell’utilizzo.
Riguardo alle inquadrature macro, con quest’ottica non è possibile alcun ingrandimento particolare.
In generale possiamo definire l’ergonomia come sufficiente, onesta senza particolari pregi o difetti. 





LINK TEST QUALITA' OTTICA + DATI TECNICI



Nitidezza
 
28mm
F4: definizione quasi sufficiente al centro, forte calo ai bordi, insufficienti. Contrasto di basso livello.
F5.6: definizione sufficiente al centro, forte calo ai bordi, insufficienti. Contrasto di medio livello.
F8: definizione più che sufficiente al centro, forte calo ai bordi, insufficienti (anche se la zona interessata si riduce molto). Contrasto di medio/alto livello.
F11: come il diaframma precedente, se non che si perde qualcosa in definizione al centro ma si guadagna altrettanto ai bordi.
50mm
F4: definizione sufficiente al centro, forte calo ai bordi, insufficienti (anche se la zona interessata risulta ridotta). Contrasto di medio livello.
F5.6: definizione più che sufficiente al centro, forte calo ai bordi, insufficienti. Contrasto di medio/alto livello.
F8: definizione più che sufficiente al centro, forte calo ai bordi, insufficienti. Contrasto di medio/alto livello.
F11: come sopra ma con un leggero calo di definizione.
80mm
comportamento pressoché analogo alla focale 50mm.
135mm
comportamento pressoché analogo alla focale 50mm.

Ricapitolando il giudizio per questa sezione risulta sufficiente.


Aberrazioni cromatiche

Laterali
28mm: di medio/alto livello a tutte le aperture, risultano comunque piuttosto semplici da correggere. 
50mm: di medio livello a tutte le aperture, anche qui nessun problema di correzione. 80mm: quasi nulle a tutte le aperture. 
135mm: di medio livello a tutte le aperture.
Longitudinali
Nel test a 50mm abbiamo riscontrato aberrazioni di medio/basso livello a tutte le aperture; sul campo non abbiamo riscontrato problemi.
In generale possiamo definire la prestazione in questo campo come più che sufficiente.

Bokeh

Le aree sfocate generate dall’obiettivo in prova risultano in media gradevoli, senza particolari pregi o difetti. La separazione tra soggetto e sfondo non è molto accentuata, infatti a 80mm si nota solo alle corte distanze, mente alle lunghe i limiti dell’obiettivo emergono. Meglio a 135mm, dove si possono ottenere bei risultati, anche alle medie distanze. Se il soggetto è lontano anche qui bisogna scendere a compromessi, ma tutto sommato non emergono difetti rilevanti.
L’affollamento risulta pressoché assente, tanto più alle corte distanze. 
I punti luce sono gradevoli a tutta apertura, grandi, anche se persino al centro risultano leggermente deformati. Nelle zone periferiche risultano troncati, oltre a soffrire del noto effetto “occhi di gatto”. Si nota uno strano effetto, che vede una forma semisferica apparire all’interno dei punti luminosi, davvero poco piacevole. Chiudendo a F5.6 la dimensione si riduce molto ma rimane discreta, scompaiono invece le deformazioni ai bordi; permangono le forme semisferiche ed emerge la forma poligonale dei punti luce. A F8 tutto come il diaframma precedente, se non che le dimensioni dei punti luce si riducono ancora fino a diventare molto piccole.
In generale possiamo definire la prestazione in questo campo come sufficiente.

Distorsione

28mm: di alto livello, del tipo a barile. E’ presente una componente complessa, per cui risulta impossibile correggerla completamente.
50mm: del tipo a cuscinetto, di medio/bassa entità.
80mm: del tipo a cuscinetto, di bassa entità.
135mm: del tipo a cuscinetto, di medio/bassa entità.
In generale un risultato sufficiente, considerate però il comportamento a 28mm se intendete usare l’obiettivo per foto di architettura.

Flare

Con il Tokina in prova ogni speranza di fotografare direttamente in controluce è vana; infatti in queste condizioni gli artefatti prodotti risultano invadenti; nello specifico sono grandi, numerosi, invasivi e presentano un’intensa colorazione. Non sembrano apparire velature, ma poco cambia dal momento che il contrasto viene azzerato.
Sul campo non abbiamo in realtà riscontrato problemi, in sostanza basta evitare la luce diretta; appena questa è fuori dal campo inquadrato gli artefatti non compaiono.
Chiudere il diaframma comporta un lieve peggioramento della situazione, con un’ulteriore intensificazione di colore e aumento di dimensioni degli artefatti. Anche il passaggio da 28 a 50mm risulta leggermente peggiorativo.
Per riassumere il giudizio di questa sezione risulta insufficiente.

Vignettatura

28mm
- F4: calo di luce ai bordi medio/alto
- F5.6: calo medio
- F8: calo lieve
50mm
- F4: calo di luce ai bordi medio/alto
- F5.6: calo medio/basso
- F8: calo lieve 
80mm
- F4: calo di luce ai bordi medio
- F5.6: calo medio/basso
- F8: calo lieve
135mm
- F4: calo di luce ai bordi medio/alto
- F5.6: calo medio/basso
- F8: calo medio/basso

In generale un comportamento sufficiente.



LINK PROVE SUL CAMPO - GALLERIA FOTO



CONCLUSIONI


Il Tokina 28-135mm F4-4.6 at-x risulta, come tutti gli zoom, un compromesso; ancora più in questo caso, avendo garantito un’escursione focale piuttosto ampia. Il fatto che appartenga alla serie di punta della casa lo si nota soprattutto dalla qualità costruttiva, che appare ottima. Le prestazioni ottiche non sono scarse, anzi probabilmente migliori della media dei vari zoom economici e soprattutto superzoom dell’epoca; semplicemente non sono esaltanti. Anche l’ergonomia, per quanto l’obiettivo risulti utilizzabile non eccelle; più comune il risultato scarso alla voce flare, non inusuale per l’epoca.
In definiva si tratta di un’ottica onesta, che consigliamo solo se acquistata a basso prezzo e da chi non ha pretese di eccellenza.


PRO
- Qualità costruttiva

CONTRO

- resistenza al flare scarsa


GIUDIZIO

Qualità costruttiva:   
Ergonomia:                 
Ottica:                         


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