Passa ai contenuti principali

A tu per tu - I5GOONIES

I5GOONIES sono un gruppo di appassionati esploratori di luoghi abbandonati, che pubblicano foto e video delle spedizioni sui loro canali social. Proprio grazie a questi, visionando le immagini siamo entrati in contatto con il loro ispiratore, Matteo di Domenico. Era da tempo che volevamo dare spazio anche al genere fotografico noto come Urbex, in quest’intervista ci faremo raccontare il loro approccio a questa attività.


© I5GOONIES
 

Raccontateci di voi e di come vi siete avvicinati alla fotografia.

Io, Matteo, sono appassionato di fotografia e di esplorazione fin da ragazzino. In particolare, sono da sempre attratto dai paesaggi naturali e dai luoghi abbandonati. Credo che l'unione delle due cose crei degli scenari unici che molto spesso, vista la loro precarietà, non siano duplicabili. Da qui è nata la voglia di usare la fotografia per immortalare quei momenti e quei luoghi.
I5GOONIES nascono da questo: qualche anno fa decisi di farmi accompagnare da 4 miei colleghi al famoso Manicomio abbandonato di Mombello per qualche scatto. Ne rimasero entusiasti e da allora non abbiamo più smesso.

© I5GOONIES


C’è un genere fotografico che preferite? Quali sono i vostri autori di riferimento?

Il genere preferito é la fotografia paesaggistica, gli artisti che amo di più sono Jean Guichard e Philip Plisson.


Come pianificate le vostre spedizioni nei luoghi abbandonati? Tendete a organizzare tutto in modo capillare o lasciate all’improvvisazione?

Organizziamo tutto assolutamente in modo capillare. Il rischio di farsi male è molto alto, considerando i luoghi esplorati. Quindi le uscite vanno pianificate nei minimi dettagli.
Voglio precisare che ci atteniamo in modo scrupoloso alle regole dell'Urbex. Vale a dire che rispettiamo tutti i luoghi che esploriamo, non forziamo mai gli ingressi, non danneggiamo ne portiamo via nulla, lasciamo solo le nostre orme e portiamo via dai posti esplorati solo le nostre fotografie e i nostri video!

© I5GOONIES


Che tipo di attrezzatura utilizzate solitamente per le foto e i video? Utilizzate qualche tecnica particolare?

Nessuno di noi ha competenze professionali per quanto riguarda la fotografia. Ci affidiamo all'istinto, alla mia action cam, un buon cellulare ed un ottimo drone!


L’esplorazione di luoghi abbandonati porta spesso a trovarsi in ambienti a rischio di cedimento strutturale. Come vi organizzate per limitare i rischi? Utilizzate uno specifico equipaggiamento?

Assolutamente sì, è una cosa che dovrebbero fare tutti quelli che si approcciano a questa attività. Un equipaggiamento di base è costituito da caschetto, scarpe antinfortunistiche, guanti antitaglio, mascherine ffp2/ffp3. Per il resto ci si attrezza meglio in base al luogo da esplorare.

© I5GOONIES

Quando vi trovate all’interno di un luogo interessante come procedete? Lo riprendete per intero, stile documentario, oppure vi concentrate su stanze o aree specifiche?

Il bello dell'Urbex è che i luoghi esplorati sono sempre molto differenti tra loro. Quindi non c'è una regola, dipende molto dalle situazioni.

© I5GOONIES

Quale immagine (o serie di immagini) ritenete sia la migliore da voi realizzata?

Due sono le foto che per ora ritengo essere tra le migliori. La prima l’ho scattata in una stanza di un vecchio castello dove c’era un buco nel soffitto, e nella stanza era cresciuto un vero e proprio giardino.
La seconda l’ho fatta all’interno di una fabbrica abbandonata dove una pianta, cresciuta all’interno di un corridoio, si affacciava letteralmente alla finestra per catturare la luce del sole.
Comunque in generale amo tutti gli scatti che rappresentano, come i suddetti, il connubio tra natura e abbandono.
© I5GOONIES

Quanto impatta sulla vostra attività la componente adrenalinica?

Tantissimo: questa è una componente predominante in ogni esploratore.


Quali progetti vedete nel futuro per la vostra attività?

Stiamo cercando di lanciare il nostro canale YouTube "I5GOONIES", ci piacerebbe arrivare a finanziare le esplorazioni e poterle condividere con un numero più alto di persone.

© I5GOONIES

Qual è il vostro rapporto con i social network?

Un'altra domanda prego?? 😄
Noi siamo tutti nati quando non esistevano social né telefonini, quindi siamo inesperti; ma ci stiamo lavorando!


Ringraziamo I5GOONIES per averci concesso l’intervista, se considerate i loro lavori interessanti vi invitiamo a seguirli tramite i loro profili social.

Youtube: https://www.youtube.com/@i5Goonies
Instagram: https://www.instagram.com/i5goonies?igsh=dzU3a3c1NXE0dnRk 
TikTok: https://www.tiktok.com/@mattematto77?_t=8kD74GuugDI&_r=1


>> Link a tutte le interviste <<


Commenti

Gli articoli più letti

La Dittatura dei Petali: quando la bellezza diventa oppressione

Uno dei temi più interessanti è legato al ruolo dell’estetica nell’arte in generale, e nella fotografia in particolare. La bellezza è qualcosa di sfuggente, non sempre definibile in modo chiaro e univoco; nonostante ciò, quando diventa motore per l’ispirazione, può dar vita a veri e propri capolavori universali. Questa contraddizione è uno degli aspetti più affascinanti del concetto di “bello”, nel quale, tuttavia, sono presenti anche dei lati oscuri. La bellezza, infatti, non è sempre e soltanto un fattore ispirante per l’arte, ma può essere anche un mero canone a cui adeguarsi, fino a perdere la propria identità.  Alcuni anni fa avevamo fatto la conoscenza di Tatiana Cardellicchio, la cui intervista potete leggere qui . Quest’artista salentina si esprime principalmente attraverso gli autoritratti, studiando accuratamente la posa, il contesto e gli elementi da aggiungere all’immagine. Nel seguire i suoi post di Instagram, sono rimasto colpito da alcune immagini che mi hanno lasc...

Canon FD 50mm F 1.4 (S.S.C.II) - Recensione

QUALITA’ COSTRUTTIVA ll Canon FD 50mm F 1.4 presenta una costruzione solida, interamente di metallo. Di questo materiale infatti sono costituiti il corpo principale, la filettatura dei filtri e le ghiere, con quella di messa a fuoco rivestita di gomma zigrinata. L’obiettivo risulta solido e ben assemblato, con giochi minimi; sono presenti piccole viti a vista, non fastidiose. ERGONOMIA L'obiettivo si presenta leggermente più pesante e voluminoso rispetto alla media della categoria, tuttavia portarlo con sé non costituirà mai un problema. La ghiera dei diaframmi ruota in senso antiorario da F1.4 a F16, con scatti ogni mezzo stop; questi risultano essere un po’ troppo ravvicinati. Non è un grosso difetto, ma una maggiore spaziatura sarebbe stata preferibile, spesso infatti capita di sbagliare valore. La ghiera di messa a fuoco compie due terzi di giro in senso orario da infinito a 45 centimetri, quindi presenta un’ottima corsa utile sul campo; la sezione ridotta tuttavia ne limita...

Helios 44 58mm F 2.0 (44M) - Test di qualità ottica

  La storia dell'Helios 44 è strettamente legata a quelle delle reflex sovietiche Zenit, costituendo l'ottica standard per molti modelli delle stesse. Come altri obiettivi sovietici, anche questo è stato copiato da un'ottica Zeiss, in questo caso dal Biotar. Nato alla fine degli anni '50 nelle officine KMZ, l'Helios 44 continuò a essere prodotto, anche in altri stabilimenti, fino alla fine degli anni '90; con un periodo di produzione così lungo, vi sono così tante varianti e sottovarianti di quest'ottica da rendere difficile elencarle tutte. I primi Helios 44, di color argento, avevano un innesto a vite con filettatura M39, identica a quella Leica, ma tiraggio più lungo, pari a quello dell'innesto M42. Questi obiettivi sono piuttosto ricercati dai collezionisti e dagli amanti del bokeh, anche per via del diaframma con 13 lamelle (nelle versioni successive verranno diminuite). Le differenze tra i vari Helios 44 successivi, identificati da lettere e numeri...