Passa ai contenuti principali

Tamron 28-200mm F 3.8-5.6 (mod.71A) - Test qualità ottica

 
Il Tamron Adaptall-2 28-200mm F 3.8-5.6 mod.71A è uno zoom 7x prodotto dal 1994 al 1998. La particolarità delle ottiche Tamron Adaptall consiste in una serie di innesti intercambiabili da aggiungere all'obiettivo a seconda delle necessità dell'acquirente. In tal modo chi cambiava fotocamera, per esempio passando da una Olympus a una Nikon, poteva continuare a utilizzare gli obiettivi Adaptall sul nuovo apparecchio comprando solo l'adattatore. Con il Tamron Adaptall-2 28-200mm F 3.8-5.6 mod.71A si inaugura una serie di obiettivi di buona escursione focale che, sempre più perfezionati, saranno infine dotati di autofocus.


DATI TECNICI

Lunghezza focale: 28-200 mm
Massima apertura: F 3.8-5.6
Minima apertura: F 22
Schema ottico: 16 elementi in 14 gruppi
Lamelle: 6 
Distanza minima di messa a fuoco: 2,1 m a tutte le focali
Diametro filtro: 72 mm
Lunghezza min/max (da noi rilevata): 81 / 134 mm
Diametro max (da noi rilevato): 78 mm
Peso (senza tappi, da noi rilevato): 519 g
Innesto: Adaptall 2, con adattatori per tutti i principali sistemi a ottiche intercambiabili.



NITIDEZZA
link alle immagini

ABERRAZIONI CROMATICHE

link alle immagini

BOKEH
Causa la distanza minima di messa a fuoco (2,1 metri) abbiamo svolto il test a 100 e 200 mm
link alle immagini

DISTORSIONE
link alle immagini

FLARE
link alle immagini

VIGNETTATURA
link alle immagini


LINK PROVE SUL CAMPO         –         LINK RECENSIONE


>> Link elenco test di qualità ottica <<


Commenti

Gli articoli più letti

Canon FD 50mm F 1.4 (S.S.C.II) - Recensione

QUALITA’ COSTRUTTIVA ll Canon FD 50mm F 1.4 presenta una costruzione solida, interamente di metallo. Di questo materiale infatti sono costituiti il corpo principale, la filettatura dei filtri e le ghiere, con quella di messa a fuoco rivestita di gomma zigrinata. L’obiettivo risulta solido e ben assemblato, con giochi minimi; sono presenti piccole viti a vista, non fastidiose. ERGONOMIA L'obiettivo si presenta leggermente più pesante e voluminoso rispetto alla media della categoria, tuttavia portarlo con sé non costituirà mai un problema. La ghiera dei diaframmi ruota in senso antiorario da F1.4 a F16, con scatti ogni mezzo stop; questi risultano essere un po’ troppo ravvicinati. Non è un grosso difetto, ma una maggiore spaziatura sarebbe stata preferibile, spesso infatti capita di sbagliare valore. La ghiera di messa a fuoco compie due terzi di giro in senso orario da infinito a 45 centimetri, quindi presenta un’ottima corsa utile sul campo; la sezione ridotta tuttavia ne limita...

Helios 44 58mm F 2.0 (versione 44M) - Test di qualità ottica

  La storia dell'Helios 44 è strettamente legata a quelle delle reflex sovietiche Zenit, costituendo l'ottica standard per molti modelli delle stesse. Come altri obiettivi sovietici, anche questo è stato copiato da un'ottica Zeiss, in questo caso dal Biotar. Nato alla fine degli anni '50 nelle officine KMZ, l'Helios 44 continuò a essere prodotto, anche in altri stabilimenti, fino alla fine degli anni '90; con un periodo di produzione così lungo, vi sono così tante varianti e sottovarianti di quest'ottica da rendere difficile elencarle tutte. I primi Helios 44, di color argento, avevano un innesto a vite con filettatura M39, identica a quella Leica, ma tiraggio più lungo, pari a quello dell'innesto M42. Questi obiettivi sono piuttosto ricercati dai collezionisti e dagli amanti del bokeh, anche per via del diaframma con 13 lamelle (nelle versioni successive verranno diminuite). Le differenze tra i vari Helios 44 successivi, identificati da lettere e numeri...

A tu per tu - Emanuele Balboni

Emanuele Balboni, del quale abbiamo avuto modo di visionare le foto pubblicate su Instagram, è un fotografo dedito in particolar modo alla fotografia notturna di paesaggi, con alcune concessioni all’astrofotografia. Nelle sue immagini, quasi tutte catturate a partire dal crepuscolo, la presenza degli astri e in particolar modo della luna contribuiscono a valorizzare il soggetto.  © Emanuele Balboni Raccontaci di te e come ti sei avvicinato alla fotografia. Sono un astrofisico e di mestiere faccio il divulgatore scientifico presso Infini.to, il Planetario di Torino. Mi sono avvicinato alla fotografia incuriosito dalla vecchia reflex di mio padre, con cui ho anche cominciato a fare qualche scatto su pellicola.  Quali sono i tuoi fotografi di riferimento?  Ce ne sono diversi! Per quanto riguarda l’astrofotografia paesaggistica vorrei citare Petr Horálek, Yuri Beletsky e Babak Tafreshi; di quest'ultimo, in particolare, ho fatto mia la filosofia di realizzare immagini il più...