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A tu per tu - Moreno Pregno

Abbiamo conosciuto Moreno Pregno grazie ai lavori pubblicati sulla sua pagina di Juzaphoto https://www.juzaphoto.com/me.php?l=it&p=213929 che ci hanno decisamente impressionato. Moreno è un fotografo dalla spiccata sensibilità, particolarmente ispirato dalla ritrattistica e dal nudo. Nel suo approccio verso questi generi, scattando sia a colori che in bianco e nero, presta grande attenzione alla gestione delle luci e dei contrasti.

 

Raccontaci di te e di come ti sei avvicinato alla fotografia.

La mia prima macchina fotografica fu una Contax con un 35 mm Zeiss fisso che ho ereditato da mio padre, ho iniziato così.

C’è un genere fotografico che preferisci? Quali sono i tuoi autori preferiti?

Lo street ed il nudo li sento miei come generi, molto radicali come il bianco e nero. I miei autori preferiti sono Arbus e Salgado, perché riescono a riportare l’essenza delle cose con quel tocco di teatralità capace di raccontate e coinvolgere.

 

"L'uomo senza parola" ©Moreno Pregno


Guardando nella tua galleria ci ha colpito molto la serie sull’ospedale africano; dalle immagini emerge un approccio molto intimo con il soggetto ritratto. Nello specifico, cosa ti ha lasciato questo reportage? Come ti sei avvicinato ai pazienti e che tipo di rapporto hai instaurato con loro? In particolare siamo rimasti colpiti dalla foto “L’uomo senza parola”. Raccontaci di come ti è venuta l’idea di questo scatto e come l’hai realizzato.

Ero nella procedure room del Lacor hospital di Gulu, nel Novembre 2016, in settimana il dottor Sergio D’Agostino riceveva i pazienti per censirli e per profilare il quadro clinico degli stessi, davanti alla sua porta vedo un uomo che non parlava ma diceva tutto con i suoi occhi.

L'energia pulsante che sentivo al Lacor Hospital risvegliava i miei sensi, essendo di natura iperattivo ed estremamente reattivo agli stimoli, ho avuto un' esplosione di emozioni che ho cercato di veicolare normalizzando il mio entusiasmo ma ho fallito drasticamente, inseguivo ossessivamente tutto, rubavo qualsiasi cosa, incappando anche in situazioni problematiche, mi divincolavo sorridendo o scappando. La nascita è un momento di rigenerazione e un insegnamento di naturalezza e fluidità, dannatamente irripetibile in quanto io stesso non ho potuto assistere alla nascita di mio figlio Leon. 

Che tipo di attrezzatura utilizzi solitamente per fotografare? 

Nel reportage "Il volto di un ospedale africano" ho utilizzato un 24-70 su una full frame da 16 megapixel, attualmente utilizzo un sensore X-trans aps-c con un 23 mm, perfetto per street e reportage, ma anche per autoscatto di nudo. La mia tecnica, una crasi fra il metodo Dragan e l’illuminazione di Rembrandt, ho scelto di chiamarla "metodo Ombra Grigia"…

 

"BloodSand" ©Moreno Pregno


Di tutte le foto che hai scattato, quale preferisci? Parlaci della sua genesi.

“BloodSand”. Quando ho visto Ocan il 27/11/2016 a Gulu, immerso in quella terra insanguinata ho pensato al mio piccolo, ed ho preso la pala in mano scavando tutto il giorno con lui. Questo mio gesto irrazionale era fatto di sorrisi e stupidità, i bambini amano i deficienti come me!!! Da quel momento avevo deciso di ritrarre Ocan. L' ago della bilancia doveva essere tarato, cercavo una compensazione, non era l'onirium, era la realtà. La sofferenza passionale pervadeva tutto il mio essere e nutriva il mio occhio insaziabile di verità. L'informazione è un mezzo per rendere visibile ciò che non lo è. Il feeling con l'anima dei bambini si instaura subito, basta stabilire un contatto visivo e scambiare un sorriso senza pregiudizi. Gli occhi sono il mezzo di comunicazione più diretto e persuasivo almeno per me, magnetismo, sintonia, delicatezza, speranza, dignità, compostezza. La compattezza dell'essere dipende molte volte dalla concentrazione e dalla dignità, i bambini avevano tutte e due queste componenti. La forza dei deboli l'ho appresa attraverso loro, i loro occhi mi sorridevano colorando le mie giornate, ero carico di stimoli, l’amore penetrava tutti gli strati delle mie strutture mentali. Mi sento in colpa perché io sono diventato più forte grazie a questi bambini, ma io cosa ho fatto per loro?? ho acquisito queste capacità, ma non ho ancora restituito il favore. E combatterò fino alla fine dei miei giorni per restituirgli l'immenso dono che mi hanno fatto. la mia interpretazione: "Mi disseto quando piove, la mia forza è quella dei deboli, il mio sorriso quello dei forti. Il canto dell’anima riecheggia sulla mia terra di sofferenza, il dolore ferita dopo ferita eleva il mio spirito. Oggi sono monaco ribelle di una terra promessa mai conquistata". 


Le tue fotografie sono mai state esposte? Hai mai vinto in qualche concorso?

Le mie premiazioni e mostre:

Terzo podio Nikon https://www.nikonclub.it/nikon-monthly-podium/sand-ocan-moroph.php
Vincitore del Contest 500 px 2022 share the lens
Mostra fotografica Vicenza per Surgery for Children Mostra fotografica Villa Filiani a Pineto
Autoriale Mostra Acaf Catania sui diritti umani 


Qual è il tuo rapporto con i social network? Pubblichi qualcuno dei tuoi lavori su Instagram/Facebook ecc?

Ho un approccio autoriale con i social. Ecco le mie pagine:

Instagram: https://www.instagram.com/moreno_pregno_moroart/
Facebook: https://www.facebook.com/people/Moreno-Pregno/100014719327975/
Youpic: https://youpic.com/photographer/Moreno_Pregno_Photography/?fbclid=IwAR3hbHYqEeuCLprPqJOZd9XKez5QPDbZ6odVZh7oeE0l5OhUCn-2Uabd0Yw

"Padre e figlio" ©Moreno Pregno

Quali progetti intravedi nel futuro per la tua attività fotografica?  

Ho perso i diritti di padre ed essere umano, dopo sacrifici e lotte perse senza dignità ed onore, distrutto mi sono rialzato con il fuoco dentro ed è rinata dentro me la speranza. Sei tu Leon, onore a te piccolo uomo. Un giorno come Leon Pancaldo e Ferdinando Magellano, gireremo il mondo insieme… con due Leica.


Ringraziamo Moreno per averci concesso quest'intervista, se considerate i suoi lavori interessanti vi invitiamo a seguirlo tramite i suoi profili social.

Alla prossima!


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